Gli gnocchi rosa di Masha

Ci sono dei colori che in cucina non si vedono tanto di frequente, ma di cui io vado matta: tra questi c’è sicuramente il pink! A casa nostra per definizione la pappa rosa è una sola: quella di Masha … la piccola peste che ne combina di ogni al povero Orso, come per l’appunto preparare quintalate di pappa che poi straripa in ogni dove.

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Tutti abbiamo un po’ di piccole e piccoli Masha in giro per casa (se tra voi ci sono solo genitori di angioletti, scrivetemi la formula magica tra i commenti, vi prego), per cui spero davvero che questa ricetta piaccia anche ai vostri pupi.

Non vi preoccupate, non ci sono coloranti, frutti esotici o intrugli strani: solo ingredienti sani messi insieme grazie all’idea del mio orso personale – il nonno Ernesto – a cui devo lo spunto per questi gnocchi di rape rosse e ricotta. Dovete provarli perché sono simpatici da proporre anche ai grandi  e velocissimi da fare: si tratta semplicemente di frullare e amalgamare insieme le barbabietole già cotte sottovuoto che trovate al supermercato, la ricotta, la farina e il parmigiano.

Impasto

Le dosi che trovate nella ricetta sono per 4 persone e un bis, ma potete evitare di obbligare i presenti a mangiarsi tutti gli gnocchi in una sola volta e congelare gli esemplari avanzati per i momenti bui.

TaglioGnocchi

p.s.: se non conoscete la famosa puntata di Masha o non ve la ricordate … ci pensa Matte a raccontarvi per filo e per segno l’episodio alla fine del video 🙂

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Ingredienti per 4 persone:

2 rape rosse lessate sottovuoto
250 gr di ricotta magra
160 gr di farina di farro
70 gr di parmigiano grattugiato
sale e noce moscata q.b.

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“Cuochi e Fiamme”

CampanelloFoodLoft

“Sarai tra i nuovi giurati di Cuochi e Fiamme con Simone Rugiati !!!” Che cosa???
Peri svegliati, ok che la giornata di ieri ti ha dato un po’ alla testa, ma keep calm. “E allora cosa ci facevi nel loft di quello chef toscano, giovane e niente male?” Oddio, sto peggiorando, sintomi di sdoppiamento della personalità …
Ci facevo la giurata. Eh sì, fa strano pure a me dirlo. Dopo aver visto in ogni dove assaggiare, valutare, far trionfare o lanciare piatti, ieri mi son ritrovata nei panni di chi decide le sorti di aspiranti cuochi insieme ad altre foodblogger.

La giuria del contest vincilaveracucinatoscana

La giuria. Da sx: Martina Zuccherini “Once Upon A Blog”, Simone Rugiati, la Peri, Valentina Tozza “La Cucina Che Vale” e Sara Milletti “L’appetito vien leggendo”.

 

Ma andiamo per ordine. Questa insolita storia ha come protagonista Stosa Cucine, un’azienda di cucine toscana da paura che lo scorso dicembre ha indetto un contest culinario online – #vincilaveracucinatoscana – ispirato alle ricette della tradizione toscana.

StosaA scegliere i vincitori tra i finalisti votati dal web, han chiamato pure me. I premi in palio erano veramente da sogno: il primo un buono per vincere una vera cucina toscana … che a pensarci bene servirebbe anche a me. La prossima volta mi iscrivo.

Il fatto è che a furia di scartabellare le proposte arrivate, parlare di ingredienti, cotture, ricette, cucina, si è fatta una certa … fame! Il buon Simone da galantuomo ci ha fatto assaggiare la sua pasticceria. Cioè, la merenda fatta da Rugiati con le sue mani, altro che tisana e pan di stelle 🙂 Ah no, i macarons non ce li siamo mangiati …

IMG_3452 Macarons Spuma

… ma il bascetto a Simone, sì, gliel’ho rubato.

Rugiati_Peri&thekitchen_1Rugiati_Peri&thekitchen_2

E insomma questa è la prima delle mie nuove esPERIenze. Un’uscita ufficiale, da un vero chef, con vere blogger per un’azienda vera e quindi … grazie, vero 🙂

 

Chiacchiere di carnevale al forno

Chiudete gli occhi. Immaginate la prima cosa che vi viene in mente se vi dico “chiacchiere”.
Se avete fame e non siete delle mie parti – Treviso – forse un dolce di carnevale simile a quello della foto. A me viene subito in mente un salotto con delle amiche a raccontarsela di gusto fino a seccare la gola… soprattutto se hanno figli e poco tempo per incontrarsi.

Chiacchiere di farro al forno

Ma veniamo alle chiacchiere vere, quelle al forno 🙂 Noi le chiamiamo crostoli o galani. Ogni regione c’ha il suo nome. Per capirci, sono quei dolci di carnevale che di solito vengono fritti. E qui casca il palco. Difficile che la Peri frigga. Più per imbranataggine che per scelte di campo vere e proprie. Comunque, fritto o non fritto, questa versione al forno è tanto salutare quanto buona, ve lo conferma pure Matte, come al solito. Le farine sono di quelle giuste, ho proprio esagerato ‘sto giro. Non c’è burro, ci sono solo ingredienti rispettabili e – nonostante questo, mi vien quasi da dire – spacca. Se vi piace l’idea di evitare il fritto a carnevale, potete sbirciare anche la ricetta delle frittelle al forno.

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