Meglio essere in due

Questa ricetta è una vera prova di coraggio. Prima di tutto perché affronto un must della cucina italiana – la pasta fatta in casa – e infatti fatta una volta, chissà se la saprei rifare. Secondo, perché, come dire … non so se avete visto come son presa! Mollette a parte, sorvoliamo diplomaticamente sugli altri dettagli.

Per fortuna in questo caso non sono da sola, altrimenti altro che pasta! Ad accompagnarmi e instradarmi è una simpatica signora che ho conosciuto il giorno prima di realizzare la ricetta: trattasi della mitica Cornelia.

La storia è questa: si decide di fare qualche giorno in montagna (pensando che Matte andasse pazzo per la neve … ehm, non esattamente). Scopro che una mamma che conosco (sì, una di quelle dei famosi gruppi di Facebook) affitta una appartamentino a Padola e bon, fatta. Andiamo. Parla che ti riparla, vien fuori che la zia è una cuoca professionista in grado di fare i famosi manicaretti vecchia maniera. Risultato? Io e Cornelia, più Cornelia che io, a preparare i Casunziei.

Casunziei1

 

Lo so, non vale con l’aiutante, ma a volte senza un’ispirazione si rimane inchiodati a far sempre le solite cose. Quelle, non temete, sono il mio pane quotidiano e alla prossima ricetta ci ritorno di sicuro 🙂

Intanto per questa c’è di tutto un po’: a parte la parlata fantastica dell’ospite d’onore, pasta fatta in casa, mattarello, mani che si sporcano come si deve, scene che saltano, passaggi sballati, strumenti mai visti, ingredienti sull’imprecisato andante ma soprattutto tanta bontà! Eh sì perché il risultato, va detto, è davvero squisito e in effetti un po’ border line per Peri & the kitchen. Ma per fortuna il mondo è pieno di sfumature e tutto si può adattare. Per cui, mamme, non consideratemi una fuori di testa: con qualche semplificazione alla farcia – qua si comincia a fare sul serio – anche i nanetti dall’anno in su si possono leccare le dita con questo primo piatto.

Un grazie di cuore a Cornelia per la sua disponibilità e simpatia e ad Emanuela e il suo compagno per averci ospitato nel loro bellissimo nido.

ps: scusate se il video dura un po’ di più, ma la pasta fatta in casa mica si può far di corsa! 

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You like potato and I like potahto

Beh giunti alla terza puntata – non mi sembra vero – è arrivato il momento di svelare chi sta dietro alla macchina da presa, come si diceva un tempo. Ebbene sì, è lui …  c’è chi lo chiama Kaiser, chi Sua Santità, qualcun altro Dr. House, qualche altro ancora (uno solo a dir la verità, non ci allarghiamo) Papà.

Io lo chiamo Amore.

Beh sì dai, non può che essere amore quello di un quarantenne quasi brizzolato che dedica un weekend sì e uno no al progetto della sua strampalata consorte. E più tenta di portarmi sulla retta via, più io da quella mi ci voglio allontanare. Ovviamente, sotto sotto si diverte anche lui, ma che lotte a volte. “E metti bene quella pentola, e questa è da rifare, e le luci oggi fanno schifo, e bisogna lavorarci prima.” Insomma un adorabile rompi maroni.

Ma se non ci fosse lui … non avrei scoperto tante cose. Tra quelle che si possono dire, il fatto che in realtà so cucinare e che quando Andy mi dice che sono un disastro mi riesce ancora meglio!

Fine delle confidenze e delle smancerie. Beccatevi ‘ste polpette.
Sono facili, sono buone, sono mie … e adesso anche vostre 🙂

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